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LE TECNICHE DEL VETRO  

    BALLOTON

    Per la tecnica del balloton il maestro si affida all’uso di uno stampo in metallo, con punte a piccola piramide dalla base quadrata lungo tutta la superficie interna della sua circonferenza.
    Nella soffiatura, il vetro ne riempie completamente il vuoto e restituisce un particolare effetto ottico di rilievo incrociato.

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    BATTUTO

    È la tecnica di lavorazione a freddo che mette più alla prova bravura e delicatezza del maestro vetraio.

    Il vetro Battuto è caratterizzato da una superficie “scolpita” a mano, grazie a una mola, in modo da realizzare innumerevoli piccoli segni apparentemente irregolari.

    CANNE

    Possono essere monocolore o formate con paste vitree di colori diversi, trasparenti o opachi, per infinite varianti.

    La costante è nella forma: l’elemento di vetro è tirato e a sezione circolare.

    Le canne sono solitamente accostate tra loro per essere fuse e soffiate. Ne risulta un oggetto di ulteriore pregio, per l’effetto finale e per la difficoltà esecutiva.

    DECORI

    Sono le applicazioni aggiunte a caldo dal maestro sulla superficie dell’oggetto, per renderlo unico e prezioso. Il Decoro è scelto in fase di disegnazione dell’opera e può spaziare da una personalizzazione del bordo del vetro fino all’inclusione di pregiate foglie d’oro nella trasparenza del vetro.

    FASCE

    Su un corpo centrale generalmente trasparente il maestro cola a caldo una fantasia di fili colorati, chiamati più tecnicamente Fasce.

    Dopo averli amalgamati ad esso con cura, ricopre il tutto con un sottilissimo strato di cristallo, ottenendo così un disegno cromatico irregolare e di grande effetto.

    INCALMO

    Tra le tecniche più complesse di lavorazione: l’incalmo consiste nell’accoppiare a caldo due forme soffiate lungo la loro circonferenza, così da ottenere in uno stesso oggetto l’incontro suggestivo di zone differenziate e, solitamente, di colore diverso.

    INCISO

    La tecnica artistica degli incisi si esegue con una mola di pietra dura, con cui si incide la superficie fredda dell’oggetto quasi finito, seguendo con assoluta precisione il disegno dell’artista.

    Per qualche istante il respiro si ferma, tanta è la concentrazione del maestro, perché il minimo errore può rendere invano tutto il lavoro.

    MANO VOLANTE

    L’espressione Mano volante indica l’agile ed esperto movimento della mano del maestro vetraio nella lavorazione a caldo di un vetro di pregio.

    MISTA

    È la definizione data all’unione di più tecniche, usate dal maestro per realizzare oggetti in vetro di pregio e dalle caratteristiche particolari: la commistione equilibrata di più lavorazioni dona una personalità forte all’opera e la arricchisce nell’identità.

    MURRINE

    La murrina è una tecnica decorativa tra le più antiche, conosciuta già dai Romani e recuperata a Murano all’inizio dell’ottavo decennio del XIX secolo. Consiste nell’unione di Canne di vetro di vario colore in un disegno prestabilito. Il tutto è poi riscaldato fino a formare una canna unica, che viene tagliata con precisione in piccoli dischi. Disposti secondo un ordine preciso, sono poi riscaldati, lavorati e soffiati fino a ottenere la forma definitiva dell’oggetto.

    PIGNA

    Per questa tecnica il maestro parte da uno stampo in metallo dalla forma evocativa, con punte a piccola piramide dalla base quadrata lungo tutta la sua superficie interna. Nella soffiatura, il metallo imprime sul vetro un effetto di rilievo incrociato.

    PULEGOSO

    Una delle creazioni di maggior successo di Napoleone Martinuzzi.

    Grazie a questa tecnica si ottiene una pasta spumosa, ricca di bolle d’aria irregolari, date dall’unione della pasta fusa con una sostanza che provoca tale reazione.

    Talvolta, il vetro creato con tale tecnica è arricchito da applicazioni di foglie d’oro. Il Pulegoso è più raro nell’illuminazione, anche se, per effetto della luce, consente di ottenere notevoli effetti cromatici.

    RIGADIN

    È un decoro ottenuto soffiando la pallina di vetro in uno stampo, in genere di bronzo, che porta delle scanalature a sezione triangolare. Il vetro all’interno dello stampo diventa costolato e, se viene in aggiunta ritorto, diventa il Rigadin ritorto.

    SOFFIATO

    La tecnica è così definita perché gli artigiani espandono e modellano il vetro, soffiando aria all’interno di una lunga canna di metallo ad esso collegata, come vuole la tradizione millenaria dell’arte vetraria.

    Questa azione antichissima, unita all’esperienza e all’abilità dei maestri vetrai, trasforma il semplice vetro in veri capolavori artistici, unici nel loro genere.

    SOMMERSO

    È la tecnica decorativa che, a partire da un vetro soffiato o massiccio, permette di ottenere più strati sovrapposti di colore diverso con un suggestivo effetto coloristico. Il vetro attaccato a una canna è immerso in crogioli contenenti vetri di diverso colore. Talvolta, per aumentare l’effetto decorativo fra gli strati di vetro, il maestro inserisce inclusioni di foglia d’oro, altri metalli oppure con bollicine d’aria.